Covid – situazione a Masaka

Cari amici di Manishimwe,

mi permetto raggiungervi con questo scritto di aggiornamento sulla situazione a Masaka.

Sono in costante contatto, ed ho appena avuto una nuova lunga chiacchierata, con la direttrice della scuola Suor Cécile che mi informa ampiamente su quanto sta avvenendo in Rwanda.

Il paese è stato, al momento, relativamente poco toccato dal covid: circa 300 casi e nessun decesso!  Non oso immaginare cosa potrebbe succedere se vi fosse una tasso di contagi più alto! Se il nostro sistema sanitario è stato messo sotto pressione, figuriamoci in un paese molto debole da questo punto di vista. Anche lì, come da noi, sono in ogni caso in vigore misure restrittive per evitarne una più ampia diffusione: servizi limitati allo stretto necessario, trasporti pubblici vietati, moto-taxi fermi e, per quel che riguarda il nostro progetto, scuole chiuse da circa due mesi. E chiuse resteranno almeno fino a settembre. Calcolando che in Rwanda l’anno scolastico va da gennaio a novembre, appare facile immaginare che verrà annullato, con tutte le problematiche del caso. Ne elenco qualcuna ben conscio che la problematica riguarda tutto il mondo e non elementi specifici del Rwanda. Non credo però di sbagliarmi nel dire che se da noi la gravità della situazione è 10, nella realtà africana è moltiplicata di molto. Insomma, problematiche come quelle che conosciamo noi ma in un contesto socio – economico e sanitario già di per sé fragilissimo.

  1. solo nella nostra scuola circa mille allievi si troveranno per mesi senza un’occupazione. Ricordo che per molti di loro la scuola è l’unico punto di riferimento sia educativo sia di sostentamento.
  2. Accesso alla scuola a distanza: impossibile pensare che tutte le famiglie abbiano i mezzi per accedere a questo strumento che comunque viene offerto anche a Masaka attraverso la piattaforma Teams. I docenti sono stati formati a tal proposito ma, per gli allievi, come è pensabile che questo avvenga?
  3.  74 impiegati (fra docenti, bidelli, segretariato e guardiani) rischiano di trovarsi senza stipendio nel giro di poco tempo. Siamo una scuola privata: senza le entrate delle rette scolastiche (che, giova ricordarlo, sono pagate al 100% da meno di metà degli allievi proprio perché era ed è nostro obiettivo essere scuola aperta anche e soprattutto per i più indigenti) vengono a mancare le risorse per pagare  i salari: cioè circa 30.000 Rwf (33 chf) per un operaio e fra i 80.000 e i 120000 Rwf  (88 – 112 Chf) per un docente. Per il momento accettano di lavorare nell’incertezza ma, ed è comprensibile, non è scontato!

 

Ecco riassunte in poche righe le grandi difficoltà che stanno vivendo a Masaka.

Per quanto riguarda invece noi, come associazione Manishimwe,  abbiamo appena inviato 5000 Euro per le spese immediate ma ora la nostra cassa è quasi vuota: per questo periodo avevamo previsto una serie di attività per raccogliere fondi a favore della scuola. Ne elenco qualcuna:

  1. Concerto del coro Cantoria di Giubiasco in chiesa a Tesserete
  2. Associazione partner della Stralugano
  3. Collaborazione con altre associazioni per la manifestazione #agranvoce:diritti
  4. Viaggio estivo in Rwanda per, fra l’altro, portare del materiale per i nostri mercatini.

Per una piccola associazione come siamo noi erano attività fondamentali per finanziare il progetto. Sono conscio che questo vale per noi come per mille altre attività. Non è per nulla una consolazione: anzi… al bambino senza scuola e, in più con la fame, non porta a niente questa considerazione!

Mi resta nel cuore solo una consolazione; la frase che mi ha detto Suor Cécile quando ci siamo salutati dopo più di un’ora al telefono: “l’aver condiviso le preoccupazioni mi ha alleggerita”.  Anche solo per questo vale la pena insistere con il nostro lavoro!

Vi ringrazio per l’attenzione! Mi sembrava doveroso aggiornare chi ci ha sempre supportati con tanta generosità su quanto sta avvenendo.

Un cordiale saluto a tutte/tutti voi con l’augurio di tanta serenità in questo difficile momento!

Per l’associazione Manishimwe.

 

Giacomo

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