Aggiornamento urgente da Masaka

Cari amici di Manishimwe,

in questo periodo di rapidi mutamenti anche per quanto riguarda la situazione in Rwanda, eccomi di nuovo con un aggiornamento di quanto sta succedendo nel paese e, nello specifico, nella nostra scuola. A tutt’oggi si contano circa 500 casi di coronavirus in Ruanda. Anche se la situazione non sembra per fortuna ancora essere esplosa, il governo ha comunque deciso di annullare l’anno scolastico. Questo per prevenire un massiccio aumento di casi che non potrebbero in nessun caso essere gestiti dal loro sistema sanitario. Questo significa che gli allievi che hanno cominciato l’anno scolastico a gennaio, se lo vedono di fatto cancellato e dovranno, l’anno prossimo, ricominciare da capo. La differenza è che, data l’emergenza, verrà anticipato il progetto che già era in cantiere di portare l’anno scolastico da settembre a giugno, proprio come avviene da noi. Si spera di potere effettivamente iniziare nuovamente la scuola a settembre. Questo porta però ad una grossa problematica, la nostra scuola, non ricevendo i pagamenti delle rette da parte degli allievi a partire dal mese di Marzo, cioè da quando le scuole sono state chiuse, si trovano in mancanza di liquidità e quindi nell’impossibilità di pagare gli stipendi ai propri impiegati, docenti e personale d’appoggio. Questo porta a una duplice problematica, da un lato la situazione personale di ogni singolo impiegato che non sta ricevendo lo stipendio, dall’altro Il rischio che arrivino altre scuole molto più ricche di città (e con finanziamenti molto maggiori) a portarci via i docenti più bravi pagandoli molto di più. Per fortuna possiamo contare su uno zoccolo duro di docenti che ha completamente sposato la filosofia della scuola e che sta, in maniera encomiabile, tenendo duro. Come potete vedere sul nostro sito www.manishimwe.ch, anche alla scuola di Masaka si sta procedendo all’insegnamento a distanza. È però evidente che i docenti non possono restare a lungo senza stipendio. Proprio negli scorsi giorni è emersa pressante la necessità di avere liquidità per permettere loro di far fronte ai bisogni primari (cibo e casa). Diversi hanno già ricevuto una notifica di sfratto se non saranno in grado di procedere al pagamento dell’affitto (non più di 30 chf mensili!) nelle prossime settimane. Per questo motivo abbiamo deciso di compiere un ulteriore sforzo  con la nostra associazione . Dando fondo agli ultimissimi soldi rimasti nel conto, abbiamo versato 2000 € per far fronte alle spese più urgenti per evitare che molti impiegati restassero senza abitazione. Non dobbiamo dimenticare che la qualità della scuola è dovuta soprattutto al loro grande impegno, dobbiamo quindi far di tutto per far sì che restino con noi e che possano mantenere una vita sì povera ma dignitosa: ricordo che stiamo parlando di stipendi di circa 100 franchi mensili quando le altre scuole private (finanziate da ricchi e per allievi ricchi !) pagano anche quattro volte di più. Continuo a ricordarlo perché per noi è un punto fondamentale: la maggior parte degli allievi della nostra scuola proviene da famiglie indigenti!

Altro grande problema di questi giorni è il fatto che, per la maggior parte dei nostri allievi, il pasto distribuito nel corso della giornata, cioè la porzione di bouilli (un alimento molto nutriente a base di sorgo) è da considerarsi l’unica fonte sicura di nutrimento nel corso della giornata. Questo evidentemente non è stato arrestato: la scuola continua a preparare e distribuire questa importante fonte di sostentamento per i nostri allievi. Per migliorare e velocizzare questa preparazione, circa 500 l al giorno, è stato acquistato con il contributo (versato a marzo) di Manishimwe, un grande calderone a legna, con l’obiettivo appunto di non lasciare i bambini senza nutrimento. Allego la lettera di suor Cécile, la direttrice della scuola, che ben illustra l’importanza di questa offerta da parte della scuola.

Finora gli obiettivi erano stati raggiunti, grazie ad un’ottima gestione da parte delle suore di Masaka. Li ricordo brevemente:

  • Autofinanziamento della scuola attraverso le rette e le attività in proprio.

  • Permettere a tanti bambini indigenti (più di mille allievi attualmente) di avere un’educazione di qualità in un contesto rurale.

Questa situazione viene adesso a complicare di molto le cose…

Ancora una volta vi ringrazio per la vostra attenzione, come sempre ritengo doveroso informare in maniera trasparente e il più precisa possibile su quanto sta avvenendo a Masaka.

Vi allego due testi di Suor Cecile e le fotografie del nuovo calderone, mi scuso per la qualità, mi sono stati inviati tramite whatsapp. Allego poi anche un documento che mostra come sono stati suddivisi i 2000 euro appena inviati (per facilitare la lettura: 1000 franchi rwandesi sono circa 1 franco svizzero).

Un caro saluto a tutti.

Giacomo

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